MIT Global Teaching Labs

MIT Global Teaching Labs



in collaborazione con

Ufficio Scolastico del Consolato Generale di Boston

MIT Italy Program

Si è conclusa, con il mese di gennaio, la prima fase della sperimentazione di un progetto di collaborazione tra alcune scuole italiane ed il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.

Il progetto è una naturale prosecuzione ed in interessante sviluppo della collaborazione, già ampiamente collaudata con risultati estremamente positivi, tra l’Ufficio Scolastico del Consolato Generale di Boston, ed in particolare con il prof. Carlo Cipollone, che ne è il responsabile, e l’Istituto Tecnico Pacioli di Crema.

Questa collaborazione aveva già portato, negli anni precedenti, alla realizzazione del progetto "English Language assistants in Lombard Schools" che vede coinvolte, oggi, più di venti scuole della Lombardia, costituitesi in apposita rete, l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, e l’Assessorato all’Istruzione della Regione Lombardia.

Forti di questa esperienza, l’Ufficio Scolastico di Boston e l’Istituto Pacioli hanno provato anche a sperimentare altre strade ed ulteriori sviluppi.

L’incontro con la dott.ssa Serenella Sferza, responsabile in Boston del MIT Italy Program, ha aperto nuove ed interessantissime prospettive.

La nuova sfida proposta in questo incontro era: è possibile insegnare in Italia materie scientifiche, in lingua inglese, salvaguardando l’alto livello che caratterizza la didattica ed i contenuti proposti dal MIT? E ancora: è possibile formare i docenti italiani alle tecniche didattiche del MIT?

La risposta data dalla prima fase della sperimentazione del nuovo progetto questa sperimentazione è stata assolutamente positiva. Yes we can.

Per le scuole coinvolte il progetto di collaborazione con l’Ufficio Scolastico del Consolato Generale di Boston e l’MIT Italy Program è stata una esperienza arricchente, che ha visto impegnati, solo nell’Istituto Pacioli di Crema, una trentina di insegnanti e circa 150 studenti.

 

Il punto di partenza della collaborazione Ufficio Scolastico di Boston-MIT Italy Program-Scuole Superiori Italiane è nato nell’ambito del progetto Highlights for High School che è una iniziativa del MIT, lanciata nel Novembre 2007, che si propone di fornire risorse e sviluppare metodologie per migliorare l'apprendimento della scienza, della tecnologia e della matematica nelle scuole superiori.

Si trattava, e si tratta, in gran parte, di adattare alle superiori il modello dell'Open Course Ware tramite il quale il MIT ha reso accessibili, sull'apposito sito web, i programmi e le lezioni di 1.800 dei suoi corsi. II sito contiene più di 2.600 video, note, compiti e lezioni di fisica, biologia, chimica e matematica.

Dimostrazioni, simulazioni e problemi pratici permettono agli insegnanti di presentare la materia secondo l'approccio "hands on" tipico del MIT.

Il MIT è pienamente consapevole del fatto che, per essere realmente efficaci, tali materiali vanno adattati al contesto scientifico, didattico e culturale in cui vengono presentati. Questo è vero soprattutto nel caso di paesi stranieri.

Per accrescere l'impatto dell'Highlights e per fornire anche agli studenti del MIT un'opportunità di confrontarsi con l'insegnamento in diversi contesti educativi, l'amministrazione del MIT ha creato delle partnerships con un ristretto numero di scuole superiori in alcuni paesi (Italia, Germania, Francia, Messico, Cina, India, Giappone).

Per l'Italia sono stati scelti: l’ITC Pacioli di Crema, l'Istituto ITC Pilati di Cles, il Liceo Scientifico Galilei di Trento.

Piccoli team del MIT, composti di tre/cinque studenti, sono inviati presso le scuole, per periodi di insegnamento di 3-6 settimane.

Alla fine di tali visite, studenti e insegnanti delle istituzioni ospiti dovrebbero essere in grado di servirsi direttamente dei materiali didattici posti nel sito, e aver sviluppato una certa familiarità con l'approccio MIT a scienza e tecnologia.

Gli studenti del MIT, d'altra parte, dovrebbero tornare a casa con un migliore apprezzamento della cultura e linguaggio del paese ospite ed un incentivo a continuarne lo studio.

I partecipanti del MIT vengono selezionati tra studenti che hanno esperienza diretta con i contenuti da insegnare, avendo già sostenuto i relativi esami, e precedenti esperienze di insegnamento (come teaching assistants e tutors) in simili materie.

Come ha funzionato la prima esperienza in Italia? Che prospettive può avere? Ci sono miglioramenti da introdurre?

Primo fatto da sottolineare: l’esperimento ha funzionato bene. Parlo ovviamente per quanto riguarda l’Istituto Pacioli, ma anche le altre realtà scolastiche confermano questa prima impressione.

L’esperienza ha funzionato bene sia dal lato studenti che da quello docenti italiani.

Dice la prof.ssa Pasquali, docente di Fisica e responsabile del progetto, nella sua relazione: "I nostri studenti hanno vissuto con molta intensità e partecipazione questa esperienza. Grazie al metodo "hands on" sono stati coinvolti nel processo di apprendimento in modo forte e insolito ed hanno molto apprezzato il fatto di sentirsi protagonisti del momento formativo" Ed a proposito della risposta degli insegnanti: "I docenti…hanno avuto modo di vedere in atto l’applicazione di strategie didattiche diverse da quelle conosciute. Queste modalità di approccio sono state da tutti riconosciute più efficaci rispetto a quelle normalmente utilizzate."

Bilancio positivo, quindi. Esperimento da continuare. Ma da migliorare.

I docenti italiani hanno potuto constatare che i contenuti proposti dal MIT non sono così abissalmente distanti da ciò che propone la scuola italiana. Ci si può misurare con essi. Ciò che cambia notevolmente sono le metodologie didattiche. Ciò che cambia è l’approccio all’argomento: sempre concreto (anche parlando di matematica) e sempre laboratoriale.

Un limite dell’esperienza è il fatto che i laureandi del MIT hanno una relativa preparazione nella didattica. Occorrerà proporre ai candidati del MIT una formazione specifica prima della partenza.

Un secondo limite è la scarsa conoscenza che questi laureandi hanno dell’organizzazione delle scuole italiane.

Occorrerà perciò che le scuole che li ricevono prevedano un breve periodo di formazione in cui i docenti MIT:

a) si incontrano con i docenti italiani per verificare insieme i contenuti che verranno proposti;

b) entrano nelle classi come osservatori per familiarizzare con l’ambiente classe che, in Italia, ha caratteristiche diverse da quelle USA.

Quello che poteva sembrare uno scoglio difficile, la lingua inglese, si è rivelato un problema superabile. Il metodo hands on ha consentito un diretto coinvolgimento degli studenti, complice anche l’universalità del linguaggio scientifico. Gli studenti hanno appreso partecipando.

Anche questa può essere considerata una conquista positiva.

Un esempio, questo, ed un modello in più per cominciare a pensare all’insegnamento di qualche disciplina direttamente in lingua, come in molti sistemi scolastici avanzati in Europa.

Giuseppe Strada

Preside ITC Pacioli Crema

Per ulteriori informazioni 

http://web.mit.edu/Misti/globalteaching.html

http://misti.mit.edu/mit-italy-program

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